giovedì 16 gennaio 2020
Di tutto un po': PROVERBI E INDOVINELLI MALIZIOSI SALENTINI
Di tutto un po': PROVERBI E INDOVINELLI MALIZIOSI SALENTINI: A casa bruciata mintinci fuecu A casa incendiata ...
PROVERBI E INDOVINELLI MALIZIOSI SALENTINI
A casa bruciata mintinci fuecu
A casa incendiata metti fuoco
Mangia a gustu tou,
iestite a gustu te l' autri
Mangia come preferisci tu,
vestiti come preferiscono gli altri
Sci te ole male, te unge,
sci te ole bbene, te punge
Chi ti vuol male, ti loda
chi ti vuol bene, ti sprona
Li uai te la pignata,
li sape la cucchiara ca li ggira
I guai della pentola,
li conosce il cucchiaio che li gira
Fattela cu lli megghiu te tie
e fancini le spese
Fattela con chi è meglio di te
e pagagli le spese.
NDUINELLI INDOVINELLI
Addhu uei cu te lu mintu,
sulla cascia o susu llu liettu?
Ma però cu sciamu bbueni
tocca tte asci li carzuni
Dove vuoi che te lo metta,
sulla cassa o sopra il letto ?
però, per andar bene
devi abbassarti ipantaloni
Don Nicola tene donn' Anna
quandu ole la zzicca susu.
Nna manu ni minte a 'ncanna
e nna manu llu pertusu.
Ddinga ddanga, sutta e susu
Don Nicola tiene donn' Anna
quando vuole la prende in braccio.
Le mette una mano al collo
e una mano sopra il buco.
Dinga danga, sopra e sotto
Au rretu llu liettu
ni la ficcu, ni la spiccu,
dopu nna bbona menz' ura
tau acqua lla signura
Vado dietro al letto
glielo ficco glielo spicco,
dopo circa mezz' ora
do acqua alla signora
SOLUZIONI
1) LU CRISTERU IL CLISTERE
2) LA CHITARRA LA CHITARRA
3) LA COFANA IL MASTELLO DEL BUCATO
A casa incendiata metti fuoco
Mangia a gustu tou,
iestite a gustu te l' autri
Mangia come preferisci tu,
vestiti come preferiscono gli altri
Sci te ole male, te unge,
sci te ole bbene, te punge
Chi ti vuol male, ti loda
chi ti vuol bene, ti sprona
Li uai te la pignata,
li sape la cucchiara ca li ggira
I guai della pentola,
li conosce il cucchiaio che li gira
Fattela cu lli megghiu te tie
e fancini le spese
Fattela con chi è meglio di te
e pagagli le spese.
NDUINELLI INDOVINELLI
Addhu uei cu te lu mintu,
sulla cascia o susu llu liettu?
Ma però cu sciamu bbueni
tocca tte asci li carzuni
Dove vuoi che te lo metta,
sulla cassa o sopra il letto ?
però, per andar bene
devi abbassarti ipantaloni
Don Nicola tene donn' Anna
quandu ole la zzicca susu.
Nna manu ni minte a 'ncanna
e nna manu llu pertusu.
Ddinga ddanga, sutta e susu
Don Nicola tiene donn' Anna
quando vuole la prende in braccio.
Le mette una mano al collo
e una mano sopra il buco.
Dinga danga, sopra e sotto
Au rretu llu liettu
ni la ficcu, ni la spiccu,
dopu nna bbona menz' ura
tau acqua lla signura
Vado dietro al letto
glielo ficco glielo spicco,
dopo circa mezz' ora
do acqua alla signora
SOLUZIONI
1) LU CRISTERU IL CLISTERE
2) LA CHITARRA LA CHITARRA
3) LA COFANA IL MASTELLO DEL BUCATO
venerdì 10 gennaio 2020
Di tutto un po': È TUTTA COLPA DI ESOPO ovvero Le scuse di Fedro
LUPUS ET AGNUS
Ad rivam eundem lupus et agnus venerunt,
siti compulsi, superior stabat lupus.
longeque inferior agnus. Tunc fauce improba
latro incitatus iugurgi causam intulit:
" Cur" inquit" turbulentam facisti mihi
aquam bibenti ?" laniger contra timens:
" Qui possum, quaeso, facem quod quereris lupe ?
a te decurrit ad meos haustus liquor".
repulsus ille veritatis viribus:
" Ante hos sex menses male" ait "dixisti mihi"
respondit agnus: " Equidem natus non eram".
"Pater hercle tuus" ille inquit " male dixit mihi";
atque ita correptum lacerat iniusta nece,
Haec propter illo scripta est Homines fabula
qui fictis causis innocentes opprimunt.
IL LUPO E L' AGNELLO
Presso la stessa riva giunsero il lupo e l' agnello,
spinti dalla sete, in alto stava il lupo,
e più lontano, in basso l' agnello, Allora da malvagia
bocca incitato trovò una causa per litigare:
" Perchè" disse" mi sporchi l'acqua che devo bere ?"
Il lanuto, per contro timoroso :
" Come posso fare ciò di cui mi accusi lupo ?
da te a me scorre l'acqua che bevo".
respinto dalla forza di quella verità :
" Prima di questi sei mesi" disse " parlasti male di me".
rispose l' agnello . " Allora non ero ancora nato".
"Tuo padre per Ercole" soggiunse quello " parlò male di me"
e afferrato lo sbranò pur essendo nel torto.
Questa favola è stata proprio scritta per gli uomini
che con false ragioni opprimono gli innocenti.
È TUTTA COLPA DI ESOPO ovvero Le scuse di Fedro
LUPUS ET AGNUS
Ad rivam eundem lupus et agnus venerunt,
siti compulsi, superior stabat lupus.
longeque inferior agnus. Tunc fauce improba
latro incitatus iugurgi causam intulit:
" Cur" inquit" turbulentam facisti mihi
aquam bibenti ?" laniger contra timens:
" Qui possum, quaeso, facem quod quereris lupe ?
a te decurrit ad meos haustus liquor".
repulsus ille veritatis viribus:
" Ante hos sex menses male" ait "dixisti mihi"
respondit agnus: " Equidem natus non eram".
"Pater hercle tuus" ille inquit " male dixit mihi";
atque ita correptum lacerat iniusta nece,
Haec propter illo scripta est Homines fabula
qui fictis causis innocentes opprimunt.
IL LUPO E L' AGNELLO
Presso la stessa riva giunsero il lupo e l' agnello,
spinti dalla sete, in alto stava il lupo,
e più lontano, in basso l' agnello, Allora da malvagia
bocca incitato trovò una causa per litigare:
" Perchè" disse" mi sporchi l'acqua che devo bere ?"
Il lanuto, per contro timoroso :
" Come posso fare ciò di cui mi accusi lupo ?
da te a me scorre l'acqua che bevo".
respinto dalla forza di quella verità :
" Prima di questi sei mesi" disse " parlasti male di me".
rispose l' agnello . " Allora non ero ancora nato".
"Tuo padre per Ercole" soggiunse quello " parlò male di me"
e afferrato lo sbranò pur essendo nel torto.
Questa favola è stata proprio scritta per gli uomini
che con false ragioni opprimono gli innocenti.
giovedì 9 gennaio 2020
Di tutto un po': LA LUNA PIENA
Di tutto un po': LA LUNA PIENA: LA LUNA PIENA A LECCE GUARDANDO LA LUNA PIENA È quasi un mese che non ti rivedo riflessa nel mio mar ...
LA LUNA PIENA
![]() |
| LA LUNA PIENA A LECCE |
GUARDANDO LA LUNA
PIENA
È quasi un mese che
non ti rivedo
riflessa nel mio mar
dolce Selene,
fra l’ onde che s’
infrangon sulla spiaggia
ma sopra muri
vederti concedo.
Da questo chiaro
cielo di Gennaio
tu bianca sfera, mi
fai l’ occhiolino,
mi chiedi di
guardarti dal mio regno
ma qui in città,
son io ,che m’ annoio.
Gli spazi aperti
della mia marina,
mentre delle auto
sono a respirar
l’ olezzo degli
scarichi inquinanti,
non già del mar l’
odor che non inquina.
E raccontarti, dolce
mia amante,
della mia vita,
sogni e speranze,
e le cocenti forti
delusioni
mentre sei lì, nel
cielo, incurante.
sabato 4 gennaio 2020
L' EROTISMO NELL' ARTE E NELLA POESIA
![]() |
| Jean Antoine Watteau The toilette |
La WALLACE COLLECTION di Londra è un museo inglese famoso per essere una delle più grandi collezioni dell' arte francese fuori dalla Francia.
L' immenso patrimonio artistico di questo museo fu dovuto ai primi 4 marchesi di Hortford e principalmente al III° ed al IV° , quest' ultimo in rtealtà non erta un vero e proprio marchese di Hortford, in quanto illegittimo e mai riconosciuto dal padre che, alla sua morte, lo lasciò erede di un' immensa fortuna tranne però che del titolo di marchese.
Richard Jackson, aveva infatti assunto il nome da nubile della madre, fu comunque nominato baronetto per meriti personali.
Fra gli autori ospiti del museo londinese, figura anche Jean Antoine Watteau e tra le sue opere anche " The Toilette "
DI CUPIDO NARRAR
Di Cupido, narrar or
mi sovviene,
amorose gesta,
fallaci sogni,
che pene al cor
ferito ei reca
e tiene l’ uom
legato da catene
Dell’ uomo triste,
l’ animo gentile
cui il dardo d’
eros trafisse il cor,
che all’ amata
dedica i versi
che suggerisce l’
animo febbrile.
E sogna infocate
notti deste,
di luminose stelle,
firmamento
dalla passion
travolti vede i cor
e di lussuria grandi
son le feste.
Trepidi baci,
languide promesse
che nel cuore della
donna amata
faranno breccia,
alle resistenze
sperando ch’ ella,
gli si concedesse
Valter Rella
Valter Rella
Iscriviti a:
Post (Atom)





